Real time marketing: cos’è, esempi e come farlo

Il Real time marketing (Rtm) è una strategia di Marketing in cui un brand reagisce immediatamente a eventi, tendenze o conversazioni che avvengono nel mondo, per promuovere i propri prodotti o servizi in modo rilevante e tempestivo. Si tratta di una risposta immediata e strategica agli eventi mentre accadono, trasformando ogni momento rilevante in un’opportunità di comunicazione efficace.

Il Rtm nasce come evoluzione naturale del Marketing, ma affonda le sue radici in pratiche precedenti ai social network. Già nel corso degli anni ’90, con la diffusione di Internet e delle prime piattaforme online, i brand hanno iniziato a reagire più velocemente agli eventi rispetto ai media tradizionali. Tuttavia, la comunicazione rimaneva ancora unidirezionale (azienda – pubblico) e poco immediata. Con l’avvento del Web 2.0, teorizzato da Tim O’Reilly (2004–2005), caratterizzato da interazione, contenuti generati dagli utenti e partecipazione, è stato creato il terreno ideale per il Real time marketing. A quel punto, le aziende hanno iniziato a dialogare.

Il vero sviluppo di questa strategia avviene tra il 2008 e il 2013, con la crescita dei social network, in particolare di Facebook, Twitter (oggi X) e Instagram. Queste piattaforme hanno introdotto aspetti come immediatezza, conversazione bidirezionale, viralità e trend.

Ma quali sono le caratteristiche fondamentali del Real time marketing? Vediamole insieme:

  • La tempestività. Il messaggio o l’azione del brand viene lanciato nel momento stesso in cui un evento o una tendenza cattura l’attenzione del pubblico, come ad esempio un brand che commenta in diretta un evento sportivo sui social
  • La rilevanza. Il contenuto deve essere strettamente collegato all’evento o alla conversazione corrente per risultare significativo e interessante per il pubblico
  • L’interattività. I consumatori vengono coinvolti direttamente tramite social media, chat o altre piattaforme digitali. Quest’ultima caratteristica contiene in sé sia la creatività sia la rapidità, poiché il team deve produrre contenuti in tempi molto brevi senza compromettere l’immagine del marchio

L’obiettivo principale, quindi, è aumentare la visibilità del brand, stimolare l’engagement e creare un senso di vicinanza con il pubblico, sfruttando il momento di maggiore attenzione.

A ogni modo, il Real time marketing offre numerosi vantaggi, ma comporta anche alcune insidie a cui bisogna prestare attenzione. Tra i principali benefici, il primo è l’aumento della visibilità del brand: intervenendo tempestivamente su eventi o trend, un marchio può inserirsi nella conversazione pubblica e farsi notare da un pubblico più ampio, anche da chi prima non lo conosceva. Questo si collega al miglioramento dell’engagement, perché contenuti creativi e contestualizzati stimolano like, condivisioni, commenti e interazioni dirette, rafforzando la relazione con i consumatori. Un ulteriore vantaggio è la percezione di vicinanza e modernità. Un brand che reagisce rapidamente appare attento, dinamico e in sintonia con il mondo reale, aumentando fiducia e simpatia. Inoltre, il Rtm può offrire un vantaggio competitivo, sfruttando opportunità immediate ancora prima dei concorrenti, e può generare risultati concreti in termini di conversioni e vendite, soprattutto quando il messaggio è ben collegato a prodotti o servizi pertinenti al contesto dell’evento o della tendenza.

Tuttavia, il Real time marketing presenta anche delle insidie. Prima di tutto, è necessario considerare il rischio di messaggi fuori contesto o inappropriati, che possono danneggiare l’immagine del brand se non sono percepiti come rispettosi o sensibili. Inoltre, dal momento che la strategia richiede, come abbiamo visto, aspetti quali tempestività e rapidità, un errore nella comunicazione può avere conseguenze immediate e visibili a milioni di persone. Esiste anche il rischio di sovraesposizione, con contenuti troppo frequenti che possono annoiare il pubblico o apparire forzati. Infine, il Rtm può portare a un costo opportunistico elevato, perché richiede risorse dedicate al monitoraggio continuo degli eventi e alla creazione di contenuti immediati.

Per fare Real time marketing in modo efficace servono preparazione, organizzazione e una strategia chiara. Ecco quali sono i passi da seguire:

  • Monitorare costantemente ciò che accade, sia online sia offline, attraverso social media, trend topic, notizie ed eventi rilevanti per il proprio settore. Senza un ascolto continuo non è possibile intervenire nel momento giusto
  • Avere un team pronto a decidere e pubblicare rapidamente, con ruoli chiari e procedure snelle di approvazione. Il Real-Time Marketing funziona solo se i tempi di reazione sono molto brevi. Se l’approvazione richiede giorni, l’occasione è già persa
  • Mantenere coerenza con l’identità del brand. Non tutti i trend sono adatti a tutte le aziende. Bisogna scegliere solo quelli pertinenti ai propri valori, al tono di voce e al pubblico di riferimento. Forzare la partecipazione a ogni tendenza può risultare artificiale o poco credibile
  • La creatività. Il contenuto deve distinguersi tra i tanti messaggi pubblicati nello stesso momento. Può trattarsi di un post sui social, un meme, un video breve o un messaggio ironico, purché sia chiaro, semplice e immediato
  • Valutare i rischi prima di pubblicare. Eventi delicati, temi sensibili o notizie tragiche richiedono prudenza. Una comunicazione affrettata e poco sensibile può danneggiare seriamente la reputazione del brand. Dopo la pubblicazione, bisogna monitorare le reazioni e analizzare i risultati per capire cosa ha funzionato e migliorare le azioni future

Per capire meglio in che modo e in quale momento un Rtm ha una maggiore efficacia, ecco alcuni esempi famosi di Real-Time Marketing che mostrano bene come funziona nella pratica. Uno dei casi più celebri è quello del marchio Oreo durante il Super Bowl XLVII del 2013. Durante la partita ci fu un improvviso blackout nello stadio e il brand pubblicò quasi immediatamente su Twitter un’immagine con la scritta: “You can still dunk in the dark” (“Puoi ancora inzuppare al buio”). Il post ebbe enorme successo perché tempestivo, ironico e perfettamente coerente con il prodotto. Anche Netflix utilizza frequentemente il Real-Time Marketing commentando in tempo reale eventi culturali, festival, premiazioni o trend social, collegandoli alle proprie serie TV o film. Questo rafforza la percezione del brand come vicino al pubblico e sempre aggiornato. In Italia, ad esempio, molti brand sfruttano eventi come il Festival di Sanremo o le partite della Nazionale per pubblicare contenuti ironici e immediati sui social.

Oltre alla creatività e alla tempestività, alla base della strategia di Real time marketing poggia un sistema strutturato di monitoraggio e analisi che consente al brand di osservare ciò che accade online e reagire in modo tempestivo e coerente. Uno degli strumenti più importanti è il social listening. Si tratta di un’attività di monitoraggio delle conversazioni digitali relative a parole chiave, brand, competitor o temi specifici. Attraverso piattaforme come Brandwatch, Talkwalker o Hootsuite, le aziende possono impostare alert in tempo reale e analizzare il sentiment del pubblico. Ciò permette di individuare trend emergenti, prevenire eventuali crisi reputazionali e capire quando una conversazione sta diventando rilevante abbastanza da giustificare un intervento rapido.

Un altro elemento centrale è il monitoraggio dei trending topic, ossia degli argomenti che stanno registrando un picco di discussioni in un determinato momento. Piattaforme come Twitter e Instagram mostrano in tempo reale le tendenze più discusse attraverso sezioni dedicate o suggerimenti automatici. Analizzare questi trend consente ai brand di inserirsi nelle conversazioni mentre sono ancora attive, evitando di arrivare troppo tardi, quando l’interesse del pubblico è già diminuito.

Strettamente collegata ai trending topic è l’analisi degli hashtag. Questi ultimi funzionano come aggregatori di conversazioni e rappresentano un indicatore immediato della popolarità di un tema. Strumenti come Keyhole o RiteTag permettono di valutare il volume di utilizzo di un hashtag, la sua crescita nel tempo, il livello di engagement generato e gli influencer coinvolti nella discussione. Questa analisi è fondamentale per evitare errori, come l’uso di hashtag ambigui o associati a contesti inappropriati, e per selezionare quelli più coerenti con l’identità del brand.

Infine, un ruolo decisivo è svolto dalle dashboard di monitoraggio in tempo reale, che integrano dati provenienti da diversi canali in un’unica interfaccia. Strumenti come Google Analytics, Sprout Social e Meta Business Suite consentono di osservare KPI (Key Performance Indicator), traffico, engagement e performance dei contenuti minuto per minuto. Questo approccio data-driven permette di valutare immediatamente l’efficacia di un contenuto real-time, correggere eventuali criticità e ottimizzare la strategia mentre la campagna è ancora in corso.

Inerente a questa strategia di Marketing digitale è il concetto di Newsjacking, il quale si differenzia in maniera sottile al Real time marketing. Queste due nozioni, infatti, spesso vengono confuse, pur non essendo sovrapponibili. Il Rtm, come abbiamo già analizzato fino a questo momento, è una strategia ampia che consiste nell’adattare la comunicazione del brand a ciò che sta accadendo in un determinato momento. Si basa sulla tempestività e sulla rilevanza contestuale: il brand entra nella conversazione quando l’attenzione del pubblico è già alta su un determinato tema, mantenendo coerenza con la propria identità.

Il Newsjacking, invece, è un concetto più specifico. Il termine è stato coniato da David Meerman Scott nel 2011 e indica la pratica di “agganciarsi” a una notizia di attualità per ottenere visibilità mediatica. L’obiettivo principale del Newsjacking è inserirsi nel ciclo dell’informazione mentre la notizia è ancora fresca, sfruttando l’attenzione dei media e del pubblico per amplificare il messaggio del brand. Qui il focus è chiaramente giornalistico. Si parte, infatti, da un fatto di cronaca, politica, economia o spettacolo e si costruisce un contenuto collegato a quella notizia.

La differenza principale, quindi, risiede nell’ampiezza del campo di applicazione. Il Newsjacking è una sottocategoria del Real-Time Marketing. Si concentra esclusivamente sulle notizie di attualità e sul ciclo mediatico. Il Real time marketing, invece, è più esteso e comprende qualsiasi fenomeno rilevante in tempo reale, anche quando non si tratta di una notizia in senso stretto. Un meme virale su Instagram, un trend nato su Twitter o una scena iconica di una serie TV possono diventare terreno fertile per il Rtm, ma non rientrano necessariamente nel Newsjacking.

Diversa è anche l’intenzione strategica. Nel Newsjacking l’obiettivo è intercettare il traffico informativo generato dalla notizia; mentre, nel Rtm lo scopo è quello di essere rilevanti nel contesto culturale e sociale del momento, anche al di fuori del circuito giornalistico. Dunque, è possibile dedurre che tutto il Newsjacking è Real time marketing, ma non viceversa.

In conclusione, il Real time marketing si conferma uno strumento strategico nell’era digitale, capace di trasformare eventi, trend e conversazioni in opportunità concrete per aumentare visibilità, engagement e vicinanza con il pubblico, a patto di saper bilanciare creatività, rapidità e attenzione ai rischi.

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